Gli amici dell'orma - Centro educazione comportamentalista cinofila - Arma di taggia - di Alessandra Cerri

 

::. Il cane detective di Valerio Massimo .::

 


Valerio Massimo, scrittore latino del I secolo d.C., nei Factorum et dictorum memorabilium libri IX, un manuale di aneddoti storico-morali, dedicato all’imperatore Tiberio, riporta esempi romani e stranieri, specialmente greci, di moderazione, riconoscenza, pudicizia, liberalità, ferocia… Valerio Massimo non è un vero e proprio storiografo: la sua opera, che ha per lo più un valore documentario ed antropologico, si legge ancora oggi con piacere per la varietà dei temi e per il gradevole piglio narrativo, sebbene lo stile sia un po’ scialbo, nonostante gli artifici retorici.

Un episodio raccontato dall’autore romano è una dimostrazione di come il cane, oltre a dimostrare la proverbiale fedeltà, può trasformarsi in una sorta di investigatore, utile per scoprire un omicida. Se l’episodio riferito da Valerio Massimo sia vero oppure no, poco importa: è comunque verosimile ed è la prova di un’attenzione che gli antichi palesavano, anche se a livello embrionale, per l’etologia del cane.

Leggiamo quindi il passo tratto dal testo di Valerio Massimo. Ne sono protagonisti un cane, il re dell’Epiro, Pirro ed un assassino.

Si tramanda che una volta in Epiro fu trovato il corpo di un uomo ucciso in un agguato, presso il quale c’era un cane che vegliava fedelmente il padrone esanime, da cui non voleva allontanarsi. L’infelice animale guaiva flebilmente ed il suo dolore non poteva essere mitigato in alcun modo. Il re Pirro, dopo che venne a sapere del fatto, comandò che il padrone fosse seppellito, che il cane fosse condotto da lui ed accuratamente rifocillato ed accudito. Ma una volta, mentre Pirro stava passando in rassegna l’esercito ed il cane era con lui, all’improvviso l’animale rizzò le orecchie ed incominciò a latrare con veemenza contro uno dei soldati. Poiché il cane non smetteva di abbaiare, tutti volsero lo sguardo verso il soldato che tentò di fuggire. Catturato dalle guardie del corpo del re, il soldato fu interrogato da Pirro. Infine confessò il delitto e fu punito con la morte.

© Antonio Marcianò


Fonti:

G.B. Conte, Letteratura latina Manuale storico dalle origini alla fine dell’impero romano, Firenze, 1989

Valerio Massimo, Factorum et dictorum memorabilium libri IX



 

           

 

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