Anubi è il dio egizio dalla forma di canide, generalmente
identificato con uno sciacallo. È spesso raffigurato mentre si stende su un cofano che
rappresenta i segreti della mummificazione, cui il dio presiede. Dal Nuovo Regno
(1543-1069 a.C.), egli è anche effigiato con un corpo umano e la testa di cane o di
sciacallo di colore nero. In tale veste, Anubi è imbalsamatore e guida del defunto
nelloltremondo. Il suo ruolo di guardiano della necropoli, che lo accomuna ad un
altro dio canide, Chontamenti, il cui nome significa Colui che è capo della
necropoli, deriva, secondo gli egittologi, dallosservazione di cani selvatici
e di sciacalli che, aggirandosi attorno ai luoghi di sepoltura, sembravano vegliarne i
confini. Questi canidi colpirono senza dubbio i primi abitanti della fertile valle del
Nilo, anche per la loro figura allungata non priva di una certa eleganza, per il mantello
folto e di un giallo che quasi si confonde con il paesaggio circostante.
Figlio in origine della dea Hesat dalla testa di vacca o, in tradizioni più recenti, di
Osiride e di Iside, oppure di Nefti, Anubi fu il più antico sovrano delloltretomba,
prima di essere sostituito da Osiride, come testimoniano i Testi delle piramidi. Il dio
mantenne sempre lufficio di pesare il cuore del trapassato su un piatto della
bilancia, nel rito della psicostasia, mentre sullaltro piatto era collocata una
piuma, che simboleggiava la verità di Maat, la dea della giustizia.
Anubi fu il nume locale del XVII nomo, ossia distretto, del Medio Egitto, il cui capoluogo
fu denominato in età ellenistica (dal 332 a.C.) Cinopoli, città dei cani, e
fu paragonato dai Greci a Hérmes psychòpompos, Hérmes che conduce le anime
nellAde.
Linterpretazione corrente del mito e delle credenze arcaiche vede nelle sembianze
antropozoomorfe di Anubi e di molte altre divinità, una radice totemica della religione
egizia. Tale spiegazione, per quanto plausibile, lascia qualcosa di non spiegato, di
irrisolto: infatti sono strani e talora mostruosi questi ibridi tra dèi, dalle fattezze
umane, ed animali. Ci sembra quasi di essere al cospetto di monstra che sono il risultato
di folli esperimenti genetici o, per lo meno, di fronte alle invenzioni bizzarre ed
immaginose di un pittore surrealista.
Se proviamo, per un istante, ad immedesimarci nellatmosfera arcana, ieratica e
silenziosa dei riti egizi, se proviamo ad immaginare i sacerdoti che, durante
limbalsamazione del corpo, portano sul volto una maschera di terracotta
dallaspetto di sciacallo, un brivido ci corre lungo la schiena, un brivido di orrore
e di stupore, perché la civiltà egizia non ha rivelato tutti i suoi segreti e custodisce
quelli più profondi (pericolosi?), in camere sotterranee, quasi inaccessibili, come
suggerì il profeta dormiente Edgar Cayce.
Se un giorno qualcuno entrerà in questi tenebrosi luoghi ipogei, sepolti dalla sabbia del
deserto e dalloblio dei millenni trascorsi, forse sulla soglia vedrà ad aspettarlo
il dio Anubi, a guardia di unaltra realtà. Anubi terrifico, con gli occhi
dalliride giallo-scura, in cui si riflette, però, un bagliore celeste, sarà lì
come custode di unaltra dimensione. Il solitario, intrepido esploratore scoprirà
che loltretomba non è come ce lhanno descritto generazioni di storici e di
archeologi.
In fondo, qual è lesatta traduzione del titolo Libro dei morti? Libro
delluscita verso la luce.
Fonti:
D. Bortoluzzi, Alla scoperta dei libri di Thot, Aprilia, 2005
Enciclopedia delle religioni, Milano, 1989
Grande enciclopedia illustrata dellantico Egitto, a cura di E. Bresciani, Novara,
1998, 2005
Scienze naturali, a cura di M. Tozzi, Milano, 2005
© Antonio Marcianò
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