
Lui è il Signore di Sirio (Corano, sura 53)
Le Sirene ??sono demoni marini, metà donne e metà uccelli. Ora sono considerate figlie
della musa Melpomene e del dio-fiume Acheloo, ora di Acheloo e di Sterpe. Si attribuivano,
però, come genitori Acheloo e la musa Tersicore. Libanio racconta che esse erano nate dal
sangue di Acheloo, quando fu ferito da Eracle. Le Sirene, per la prima volta, sono
menzionate da Omero, nellOdissea. Nel poema, sono due. Altre tradizioni posteriori
ne ricordano quattro: Telete, Redne, Molpe e Telsiope, oppure tre, ossia Pisinoe, Aglaope
e Telsiope, chiamate anche Partenope, Leucosia e Ligia. I mitografi ricordano che sono
suonatrici: secondo Apollodoro, una suonava la lira, unaltra cantava, la terza
suonava il flauto.
Stando alla leggenda più antica, queste creature vivevano su unisola e, con il
fascino della loro musica, attraevano i marinai che, con le loro navi, passavano nelle
vicinanze. Le imbarcazioni allora si avvicinavano pericolosamente alla costa rocciosa
dellisola, dove si fracassavamo. In questo modo le Sirene divoravano gli imprudenti
navigatori.
È noto che Odisseo, accorto ma curioso, ordinò agli uomini del suo equipaggio di turarsi
con la cera le orecchie, mentre si fece legare allalbero maestro e vietò ai
compagni di slegarlo, qualunque preghiera avesse rivolto loro. Agì in tal modo su
esortazione della maga Circe, che lo aveva avvisato del pericolo. Quando leroe
cominciò ad udire la voce soave delle sirene, provò un desiderio incoercibile di correre
verso di loro, ma i compagni glielo impedirono. Allora le Sirene, indispettite, si
precipitarono in mare ove morirono.
I mitografi si sono spesso interrogati sullorigine e la forma doppia delle Sirene.
Ovidio racconta che esse non avevano sempre posseduto ali, poiché originariamente erano
fanciulle comuni, compagne di Persefone: quando ella fu rapita dal dio Plutone, chiesero
ai numi di dare loro delle ali per cercare la loro compagna per il mare oltre che sulla
terra. Altri autori reputano che tale trasformazione era una punizione inflitta loro da
Demetra, poiché non si erano opposte al rapimento della figlia.
Si raccontava anche che, dopo la loro metamorfosi, avevano osato rivaleggiare con le Muse.
Queste, indignate, le avevano spennate per incoronarsi con le loro spoglie.
In alcune speculazioni, le Sirene erano concepite come divinità delloltretomba.
Esse cantavano per le anime dei beati, nelle Isole fortunate.
Purtroppo le fonti circa le Sirene sono alquanto confuse, in relazione al nome,
allascendenza ed al significato delle loro azioni. Anche letimologia non getta
molta luce sulla genesi di queste creature: il nome potrebbe essere correlato a seirà,
catena, laccio ed al verbo seirazein, legare con una corda, alludendo alle loro abilità
di incantatrici. Potrebbe, però, risalire anche seirios, bruciante: forse è un
adombramento dellora meridiana, quando il mare in bonaccia sotto il sole allo
zenith, può essere pericoloso. Sono stati suggeriti collegamenti con lebraico sir,
canto e con la radice sanscrita sr, fluido in movimento.
Tra le varie ipotesi etimologiche, gli studiosi considerano più plausibile quella che
lega il nome Sirena alla radice svar (poi sar, ser, sel
), splendente,
luminoso, donde il sanscrito svar, cielo, il greco selene, luna etc.
Sarei tentato di collegare il nome Sirena al morfema svar, radioso, bruciante,
vedendo, però, non un riferimento alla sfavillante luce meridiana, ma alla stella Sirio.
Mi baso, per formulare tale ipotesi sulloriginaria valenza astronomica di molti miti
antichi: è noto, infatti, che parecchie saghe nascondono significati astronomici e
cosmologici, come dimostrato da vari autori. Iniziatori di tale lettura dei miti furono
Giorgio de Santillana e Hertha Von Dechend, autori di un saggio considerato quasi
unanimemente un punto di svolta negli studi sul pensiero arcaico. Chi è
vissuto nella convinzione che la civiltà sia passata dal mythos al logos, si trova di
fronte ad un ribaltamento di prospettiva, in quanto i racconti tradizionali risultano
esposizioni scientifiche relative ai cicli cosmici, segnati da scansioni
scritte nel firmamento. Sulla stessa lunghezza donda sono le opere di Terzoli e di
Sullivan. Se racconti tradizionali alludono a fenomeni come la precessione degli equinozi,
forse anche le Sirene, due per Omero, sono una trasfigurazione dellastro più
radioso del firmamento.
La lettura del passo omerico suggerisce alcune riflessioni.
Ma come tanto fummo lontani, quanto sarriva col grido,
correndo in fretta, alle Sirene non sfuggì lagile nave
che saccostava e un armonioso canto intonarono.
Qui presto vieni, o glorioso Odisseo, grande vanto degli Achei,
ferma la nave, per sentire la nostra voce.
Nessuno mai si allontana di qui con la sua nave nera,
se prima non sente, suono di miele, dal nostro labbro la voce;
poi pieno di gioia riparte e conoscendo più cose.
Noi tutto sappiamo, quanto nellampia terra di Troia
Argivi e Teucri patirono per volere dei numi;
tutto sappiamo quanto avviene sulla terra nutrice.
È di grande interesse notare come le Sirene tentino di attrarre Odisseo, promettendogli
di rivelargli tutto quanto avviene sulla terra nutrice. Esse sanno, sono
custodi di segrete verità. Il rapsodo inoltre non descrive le sembianze dei demoni, ma
vasi ed opere coroplastiche le mostrano con una forma ibrida, metà donna e metà
volatile.
I vari ed eterogenei miti sono accomunati da alcuni tratti: linserimento in un ciclo
di viaggi, una relazione con lacqua, il luogo in cui dimorano le Sirene che è
unisola, il tema della conoscenza e quello della morte.
Oltre che nellOdissea, le Sirene sono protagoniste di un episodio allinterno
del poema di Apollonio Rodio, Le Argonautiche. Le Sirene abitano lisola Antemoessa,
da dove attirano i naviganti col loro canto. Tuttavia gli Argonauti riescono a passare
indenni grazie allespediente di Orfeo, che crea con la cetra una musica sovrapposta
e dissonante. Soltanto Bute si getta in mare, sedotto dalla voce, ma la dea Afrodite lo
salva.
La relazione con lacqua è dimostrata in primo luogo dallascendenza delle
Sirene: infatti alcuni mitografi attribuiscono loro come padre Acheloo, una delle
divinità più antiche del pantheon greco. Figlio dell'Oceano e di Teti, contese ad Eracle
l'amore di Deianira, figlia di Eneo, re degli Etoli. Si accese fra i due proci una lotta
furiosa: Acheloo ricorse ad innumerevoli trasformazioni: fiume, serpente, toro, senza
riuscire, però, a liberarsi dalla stretta di Eracle. Anzi, nelle sembianze di toro, ebbe
rotto uno dei corni che le Naiadi riempirono di fiori e frutta, donandolo poi
all'Abbondanza. Acheloo, sconfitto, si nascose nel fiume Toante che in seguito prese il
suo nome.
I Greci lo consideravano il re dei fiumi e gli tributarono una particolare devozione.
Lelemento acqua e la conoscenza sono attributi di una divinità medio-orientale che
può, per alcuni versi, essere accostata alle Sirene: mi riferisco ad Oannes. Oannes è il
dio-pesce, che, secondo i Sumeri, aveva portato la civiltà alle popolazioni installate
nella Mesopotamia. Ogni sera rientrava nel mare e rimaneva in acqua, perché era anfibio.
Lorigine ed il significato del nome Oannes sono oscuri: alcuni pensano possa
risalire ad Ea, il dio marino dei Sumeri; altri vedono un legame con Giona, personaggio
biblico.
A sua volta Oannes ricorda i Nommo, le creature che i Dogon affermano provenire da Sirio.
I Dogon, popolazione africana del Mali, raccontano che i Nommo arrivarono sulla Terra con
unarca accompagnata da un rumore di tuono. Dal veicolo uscirono strani esseri anfibi
con tre occhi e chele da granchio. Sembra che i Dogon conoscano da tempo immemorabile
Sirio B, una nana bianca, invisibile ad occhio nudo. Sirio B fu la prima nana bianca ad
essere scoperta. Nellambito della cultura Dogon, largomento della stella Sirio
B, che essi chiamano po tolo, è tabù: polo significa stella e po indica un tipo di
cereale, il fonio, piccolo e pesante. Ogni mezzo secolo i Dogon celebrano una festa
dedicata al rinnovamento delluniverso, in correlazione col periodo orbitale di Sirio
B che è di circa cinquantanni. Il popolo del Mali conosce anche lanello di
Saturno, le lune medicee di Giove, la rotazione della Terra sul suo asse, il movimento a
spirale della Via Lattea. Secondo Temple, le nozioni astronomiche dei Dogon proverrebbero
dagli Egizi che le trasmisero anche ai Greci, presso i quali sono numerose le leggende
imperniate sul numero cinquanta, come, per esempio, la saga degli Argonauti.
Secondo i Dogon, Sirio è la sede delle anime: è quindi legata allaldilà.
Sirio B fu dapprincipio inferita attraverso calcoli dall'astronomo tedesco Friedrich
Bessel, durante gli studi negli anni '30 e '40 del XIX secolo. Loscillazione
regolare del moto di Sirio, secondo Bessel, poteva essere spiegata tenendo conto
dellinflusso gravitazionale di una compagna in orbita con un periodo di 50,09 anni.
La compagna fu rilevata otticamente nel 1862 dallo statunitense Alvan Clark, costruttore
di telescopi. Nonostante la debole luce, Sirio B ha una massa di 0,9 masse solari.
Lastronomo americano Walter Adams (1876-1956) riuscì ad ottenere uno spettro da cui
risultava che è più calda di Sirio A, ma poco più grande della Terra. Era la prima nana
bianca scoperta.
Nel libro Il mistero di Sirio Temple annota che emissari intergalattici dispensarono
allumanità molti segreti, rivelando misteri e conoscenze esoteriche che furono
tramandati ad adepti di varie società segrete in Egitto, nel Medio Oriente ed in Grecia.
Temple sostiene che gli iniziali contatti gettarono i fondamenti per le confraternite
misteriche i cui protagonisti furono Leonardo da Vinci, Giordano Bruno, John Dee, sino ai
più insigni esponenti dei Rosacroce e della Massoneria.
Lastro in esame fu molto importante per gli Egizi. Sirio, con il suo apparire
intorno al 19 luglio, annunciava linondazione del Nilo. Nella stella più fulgida
dellintero firmamento, gli Egizi vedevano Iside, la dea vergine sposa di Osiride. La
levata di Sothis, nella costellazione del Canis maior, sanciva il principio del nuovo anno
e levento veniva celebrato in tutti i templi dellEgitto e della Nubia. Al
ciclo sotiaco si riferiscono alcuni autori dei primi secoli della nostra era, come
lerudito Censorino.
Rob Solàrion opina che originariamente il sistema di Sirio comprendeva due astri: Sirio
A, di colore azzurro argenteo ed identificata con Iside; Sirio B, una gigante rossa che
era identificata con Osiride. Orbitante attorno a queste stelle era un enorme pianeta,
Horus o Nibiru. Questo corpo celeste era abitato da Sauriani in possesso di una tecnologia
molto avanzata, inclusa la capacità di viaggiare attraverso il cosmo. Quando Sirio B
implose per diventare una nana bianca, il pianeta fu catapultato dal sistema di Sirio
verso il nostro. Questo cataclisma è trasfigurato in antichissime saghe.
Forse esiste una correlazione tra il sistema binario di Sirio e le due Sirene omeriche, un
nesso in cui il periodo dellinondazione è adombrato dal fiume Acheloo. È
possibile, però, spingersi oltre per congetturare che i vari miti antichi evocano lo
sbarco sulla Terra di visitatori extraterrestri, depositari di conoscenze? Dopo la loro
partenza, i Siriani furono considerati figure divine, in qualche modo, collegate
alloltremondo. Certo, non devono sfuggire le differenze tra i Nommo e le Sirene: i
primi simili ad anfibi o a pesci (presumibilmente perché muniti di scafandri), come il
dio mesopotamico Oannes, le altre ornitomorfe, anche se la presenza delle zampe
duccello e delle ali potrebbe essere un adombramento della provenienza celeste.
Sono addentellati deboli, ma suggestivi. Inoltre racconti circa presunti abitatori di
Sirio non appartengono solo a numerose culture di un passato remoto: infatti
lUfologia di questi ultimi decenni contiene rapporti e testimonianze riguardanti i
Siriani.
Alcuni li hanno descritti come esseri di carnagione molto chiara, dai capelli bianchi, gli
occhi cilestri. Hanno mani con sei dita. Vestiti con abiti candidi, portano al collo un
medaglione circolare in cui spicca una specie di simbolo triangolare. Altri, invece, hanno
ricordato creature dai capelli biondo-rossicci, di incarnato olivastro, alti circa due
metri, la testa allungata e mani con cinque dita. Questi indossano tute azzurre aderenti
sul cui pettorale è effigiato un simbolo affine al cosiddetto sigillo di Salomone. Tali
rappresentazioni dipendono dai ricordi di rapiti e gettano una luce sinistra sui Siriani
che sarebbero coinvolti nel doloroso fenomeno delle abductions. Anzi, stando a certe
testimonianze, sembra giochino un ruolo cruciale poiché, disponendo di una mappatura
genetica dellumanità, sono proprio i Siriani a scegliere gli uomini adatti ad
essere prelevati.
Sorprende di ritrovare le figure effigiate sugli indumenti dei Siriani nellantico
Egitto.Il nome di Sirio scritto in caratteri geroglifici è una stella a cinque
punte, un semicerchio ed uno stretto triangolo
Il triangolo, lungo e stretto,
ricorda una piramide o, forse, un obelisco. Così come il Benben simboleggia
lemergere dellesistenza dalla non-esistenza, la nascita del mondo, Sirio
commemorava la creazione posandosi sopra il Benben, fosse esso obelisco, piattaforma
dosservazione o piramide.
Rassicurante è il quadro di questi presunti alieni disegnato dalla canalizzatrice
Patricia Cori, un italo-statunitense nata a San Francisco e residente da anni nel
nostro paese. La Cori cominciò a ricevere messaggi dallAlto consiglio siriano, dopo
che aveva percorso i cerchi del gigantesco pittogramma denominato Julia set e comparso in
Inghilterra.
I messaggi canalizzati dalla Cori riguardano argomenti di fisica e di cosmologia, il
cambiamento vibrazionale della Terra, la necessità di smascherare gli inganni e le bugie
del governo segreto. La realtà quadrimensionale, secondo i Siriani, non è lunica:
esistono altri livelli paralleli di realtà-coscienza, in cui vive lalter ego di
ciascuno di noi. Tale bizzarra rivelazione ha trovato una conferma, per quanto ipotetica,
in teorie cosmologiche che contemplano la coesistenza di universi paralleli, in cui
potrebbero addirittura valere leggi fisiche differenti da quelle che conosciamo. Tra gli
altri, il fisico giapponese Michio Kaku ha elaborato un modello di questo tipo. Lo
scienziato nipponico pensa che i buchi neri non siano concentrazioni di materia associata
a campi gravitazionali così elevati da far richiudere lo spazio-tempo su sé stesso, ma
che siano porte interdimensionali. I Siriani asseriscono che il sistema solare sta
entrando in unaltra dimensione, passando attraverso un buco nero. Il cambiamento è
vicino riferisce la Cori che ammonisce lumanità sulle insidie insite
nellazione dellesecutivo occulto con cui cooperano alieni negativi.
Stando ad altre fonti, esistono diverse fazioni di Siriani, alcuni alleati di Rettiliani e
di Grigi alti di Orione, altri, invece a loro ostili. Un gruppo collaborerebbe con
apparati militari terrestri, in particolar modo nelle basi di Dulce (New Mexico), Paradox
(Nevada), Doughway (Utah) e presso laeroporto internazionale di Denver.
Da quanto tempo, però, i Siriani sono sulla Terra? Gli antichi Egizi credevano che esseri
originari della stella del Canis maior ed altri provenienti da Orione si fossero insediati
nella terra solcata dal Nilo. Qui ridussero alla condizione di servi gli indigeni. Alcune
tradizioni accennano ad una partenza dei visitatori, le cui conoscenze furono custodite
dalla casta dei sacerdoti e tramandate, sotto forma di miti, di generazione in
generazione. Robert Temple nota la somiglianza tra la parola Sirio ed il termine
sistro, lo strumento usato nei riti funebri.
Il dio Anubi, dalle testa di sciacallo, era talvolta collegato a Sothis, cui era sacro il
cane, come al dio sumero Anu. Gli esseri semidivini denominati Neter, provenendo da un
pianeta orbitante attorno a Sirio, erano sbarcati sul Monte Hermon-Sirion. Su Sirio,
Orione e Thuban, nella costellazione del Draco, erano allineati molti edifici antichi,
dallEgitto alla Cambogia. I nativi americani Hopi sostengono che dèi originari di
Sirio portarono la civiltà. Il veltro dantesco è, in realtà, il sistema stellare del
Canis Maior, in cui sfavilla Sirio-Iside-Vergine. Alcuni canalizzatori asseriscono che
Sirio è uno stargate, un varco dimensionale. Sono tante tessere di un mosaico celeste al
cui centro si trova lastro del Cane, fulcro di tradizioni esoteriche e di misteri
che dallantichità si perpetuano sino ai nostri giorni.
La ricercatrice indipendente Daniela Bortoluzzi ricorda che i Siriani hanno
laspetto umano, se non fosse che hanno la coda e la testa simile a quella di un
leone; gli occhi sono verdi. La raffigurazione collima con quella della dea egizia
Sekhmet. Secondo alcuni canalizzatori, questi alieni sono dolci e gentili e rispettano
ogni essere, in quanto parte dellunità cosmica. I caratteri genetici di questa
razza siderale sarebbero trasmessi solo attraverso le donne, che spesso hanno lineamenti
piuttosto marcati, con volti incorniciati da capelli folti, crespi, di colore che svaria
dal rosso al castano al nero. La loro carnagione è olivastra.
Bisogna pure ricordare la leggenda lamaista circa la Pietra Chintamani, proveniente forse
dalla stella Sirio e mandata ovunque serva compiere una missione spirituale di vitale
importanza per lumanità. Essa è infine restituita, quando la missione è
completata.
Secondo antichi testi tibetani, la pietra era stata mandata dal Tibet a Gerusalemme al Re
Salomone, che la spezzò. Il re con uno dei frammenti ordinò ai sui artigiani di
fucinargli un anello. Secoli dopo, Maometto portò altri tre frammenti alla Mecca.
Una scheggia più piccola era stato mandata in Europa tramite Roerich, come una sorta di
talismano per propiziare listituzione della Lega delle Nazioni. Dopo lo scioglimento
della Lega delle Nazioni, la pietra magica fu riconsegnata a Roerich affinché fosse
riportata in Tibet. In seguito, il tredicesimo Dalai Lama decretò che i frammenti fossero
custoditi, per sicurezza, in luoghi diversi.
Inopinatamente Sirio, la stella di fuoco e di acciaio, è pure la patria presunta di Is
omines asullus, gli uomini azzurri, fondatori della cultura nuragica. Anche i numi egizi
avevano la pelle glauca: questo è il colore dellacqua e del cielo. Allude a dèi
originari di lontane costellazioni? Raimondo De Muro ha individuato una correlazione tra
gli antichi abitanti della Sardegna ed i Sumeri, il misterioso popolo i cui progenitori
furono gli Annunaki, coloro che dal cielo scesero sulla terra.
Ancora Sirio in Cina: nel 1947 l'esploratore Karyl Robin-Evans venne in contatto con una
tribù cinese: i Dropa (pastori), il cui capo gli spiegò che i loro antenati provenivano
dalle stelle e, più precisamente, da un pianeta che si trova vicino a Sirio. Le leggende
li descrivono come creature basse e dalla testa grossa. Poiché gli extraterrestri non
riuscirono a ripartire, dovettero convivere con gli uomini. Attualmente di quell'antico
popolo, si sono pressoché perse le tracce. Tuttavia esiste un gruppo di pastori nomadi, i
Dropka, allevatori di yak.
Giunti a questo punto, mi pare si possano tirare delle conclusioni per quanto provvisorie
e passibili di rettifiche anche importanti. Le Sirene del mito ellenico presentano dei
tratti che potrebbero rimandare ad abitanti di Sirio, ossia la loro natura di esseri
legati sia allaria sia allacqua, la conoscenza, il legame con laldilà,
oltre al nome che alluderebbe ad unorigine stellare. I Siriani potrebbero essere una
civiltà aliena che interagì con antiche culture terrestri e che contribuì a modellarle.
In seguito alcune conoscenze, soprattutto di tipo astronomico, furono codificate in saghe
ancestrali, sorgenti da cui fluirono le diverse falde del sapere tradizionale imperniato
su Sirio, Iside, la Vergine
o su motivi in qualche modo correlati alla stella del
Cane, come illustrato da Carlo Barbera. Talvolta questi fiumi sotterranei affiorano e
qualche verità viene alla luce.
Sembra che siamo vicini ad un punto di svolta: ecco allora i messaggi dei Siriani
canalizzati da Patricia Cori e da altri. Come interpretarli? Sono veritieri questi alieni
che si prodigano in ammonizioni e consigli oppure assistiamo ad un altro inganno della
sinarchia? Altra ipotesi: i Siriani sono extraterrestri ostili, alleati dei Rettiliani ma
scaltri. Esistono forse due fazioni, una amichevole ed una pericolosa. Gli eventi futuri
probabilmente ci daranno qualche risposta: allora sapremo se è stata inscenata una
masquerade of angels oppure no.
Speriamo che le certezze arrivino, prima che sia troppo tardi.
Fonti e note:
Sulle Sirene, vedi R. Graves, I miti greci, P. Grimal, Enciclopedia della mitologia,
Milano, 1990 e 1999, s.v. inerente; A.S. Mercatante, Dizionario dei miti e delle leggende,
Roma, 2001. Le Sirene sono citate in Od. 12, 200-211; Paus. 9, 34, 3; 10, 5, 12; 6, 5;
Plat. Rep. 617b; Ov. Met. 5, 512-562; Liban. Narr. 1, 31; Plut. Qu. Conv. 9, 14, 6; Apoll.
Rod. Arg. 4, 895.
Su Oannes vedi A. Lissoni, Altri U.F.O., Diegaro di Cesena, 2001, pp. 177-182.
Lorigine ed il significato del nome Oannes sono oscuri: alcuni pensano possa
risalire ad Ea, il dio marino dei Sumeri; altri vedono un legame con Giona, personaggio
biblico. Lissoni riporta letimologia di Dopatka che fa risalire il nome Oannes ad un
vocabolo del siriaco antico, col valore di straniero. Berosso, Babyloniaca,
storico del III sec. a.C così si esprime circa Oannes: Era comparso dal Mare
eritreo. Diceva di chiamarsi Oannes ed era un animale dotato di raziocinio; tutto il suo
corpo era come quello di un pesce; aveva sotto la testa di pesce un'altra testa e dei
piedi umani, aggiunti alla coda di pesce. Anche la sua voce ed il linguaggio erano umani e
articolati. Ancora oggi si venera la sua immagine.
Secondo Rob Solàrion, i Nommo erano dei Sauriani. Vedi R. Solàrion, Osiris, Isis and
planet X: chasing the centuries. Anche Marcello Soave, I Dogon e Sirio B, 2006, riporta la
tradizione secondo la quale il dio Amma creò l'universo con le stelle e le
costellazioni e poi creò Tenga, cioè la Terra, a forma di donna, con cui si accoppiò
generando i Nommo, due esseri mezzo uomo e mezzo serpente, identificati come la forza
vitale dell'acqua, e li inviò sulla terra a portare la parola. Come prima cosa, i Nommo
circoncisero l'uomo e la donna, perché creati da Amma con la doppia essenza maschile e
femminile. Sui Rettiliani, vedi il fondamentale testo di S. Di Gennaro, Homo saurus:
una creatura aliena sta popolando il nostro mondo, Ferrara, 2004 e la bibliografia ivi
riportata.
Sui Dogon, vedi in primo luogo R. Temple, Il mistero di Sirio, 1976, ma anche G. Casale, I
Dogon e Sirio B, 2006; R. Pinotti, Angeli, dei, astronavi Extraterrestri nel passato,
Milano, 1991, pp. 119-123. Le nozioni astronomiche dei Dogon sono al centro di una vexata
quaestio: alcuni studiosi scettici hanno provato a smentire le deduzioni di Temple,
affermando che le conoscenze del popolo africano, di per sé assai generiche e di tenore
mitico-simbolico più che scientifico, furono acquisite da missionari europei. Alle loro
obiezioni hanno risposto Gottfried Bonn e Hans Werner Sachmann: gli autori, dopo aver
esaminato lintera controversia, concludono con molto equilibrio: Il mistero di
Sirio, nonostante alcuni tentativi falliti di confutazione da una parte, e nuovi indizi
supplementari dallaltra, rimarrà ancora un enigma. Vedi G. Bonn, H.W.
Sachmann, Il mistero di Sirio, allinterno del testo di Erich Von Daniken, I misteri
dellarcheologia, Roma, 2005
Su Sirio, vedi Enciclopedia dellastronomia e della cosmologia, a cura di John
Gribbin, Milano, 2005, s.v. inerente. Le nane bianche si formano in seguito al collasso di
stelle come il sole al termine della loro vita, quando non sono più sostenute dalla
pressione generata dalle reazioni di fusione nucleare nella regione centrale.
C. Barbera, Sirio, la stella del Cane, 2005
R. Bauval, Sirio: stella della Vergine, 2006
R. De Muro, Terra degli dei A. Di Benedetto, Tristano e Isolda, Diegaro di Cesena, 2006,
p. 185
D. Bortoluzzi, Alla ricerca dei libri di Thot, Aprilia, 2005, p. 126. Sekhmet era la dea
leonessa del pantheon egizio, il cui nome significa la potente. Era rappresentata come
donna con testa leonina. Era una divinità guerriera, protettrice del faraone ed
implacabile contro i nemici che colpiva con dardi o ardeva con il suo alito di fuoco. Il
suo carattere era ambivalente: era lei che diffondeva le pestilenze ed era ancora lei che
le debellava. Vedi Grande enciclopedia illustrata
op.cit. s.v. inerente.
D. Bortoluzzi, Shambhala, Terra cava e
Area 51, 2006
P. Cori, The cosmos of soul; Id., Atlantis rising; Id., No more secrets, no more lies. Un
compendio delle informazioni di questi libri, è reperibile allinterno
dellarticolo di G. Federici, In un battito di ciglia. Lintervista è contenuta
allinterno della rivista ufologica Area 51, n. 7, aprile 2006.
Grande enciclopedia illustrata dellantico Egitto, a cura di Edda Bresciani, Novara,
1998, 2005, sotto le voci astronomia, calendario, ciclo sotiaco.
C. Malanga, Alieni o demoni La battaglia per la vita eterna, 2007
A. Marcianò, Dante ed il veltro celeste, 2006
D. Pasquariello, Gli alieni che vengono da Sirio, 2005
R. Temple, Il mistero di Sirio, Casale Monferrato, 2001.
© Antonio Marcianò
|