Nel contesto della nuova legge sul
maltrattamento, ritengo doveroso parlare dei cani da utilità.
Oggi quasi tutte le persone sono al corrente delle straordinarie qualità dei cani,
tuttavia è sempre un piacere conversare sullargomento.
Si sa che il cane è, per luomo, lanimale utile per eccellenza. Lo dimostra il
fatto che ci ha accompagnato durante tutta la nostra evoluzione, da 12.000 anni a questa
parte.
Il cacciatore, grazie allaiuto del suo fedele amico, infatti, ebbe la possibilità
di procurarsi del cibo in modo più semplice ed abbondante. Questo fece sì che trovasse
il tempo di pensare, di comunicare
e quindi di evolvere.
Per luomo contemporaneo, il cane è ormai partecipe della vita quotidiana, quindi
non solo utile, ma addirittura indispensabile per moltissimi impieghi. E quindi
diventato un compagno di ciascun istante, fedele e devoto al padrone per difendere ogni
suo interesse.
E anche vero che unurbanizzazione selvaggia, la meccanizzazione dei trasporti,
lo scompiglio delle strutture sociali ed economiche hanno portato luomo ad isolarsi
maggiormente.
Il cane è stato impiegato nelle nuove relazioni con luomo, divenendo necessario al
suo equilibrio nella società.
E ormai stato riscontrato che questo nostro amico influenza la salute fisiologica e
psicologica delluomo. In termini di benessere, allevia lo stress, linsonnia,
lemicrania e il solo accarezzamento crea sensazioni di appagamento immediato.
Un ricercatore dellUniversità di Cambridge ha dimostrato come i possessori di cani
presentino, nei primi mesi che seguono lacquisto, la diminuzione del 50% dei
problemi di salute.
I benefici della relazione uomo-cane si producono sin dallinfanzia.
Uno studio condotto in Inghilterra su più di 300 famiglie, con circa 500 bambini in
totale, in possesso di un cane, attesta cifre significative: il 90% dei genitori
interpellati considera che il cane giochi un ruolo di co-educatore e che occupi un posto
essenziale nella qualità di vita del bambino; l80% dei piccoli lo reputa il
migliore amico e confidente. Lanimale è anche catalizzatore di
socializzazione per il bambino, aiutandolo ad affrontare le differenti tappe della vita,
stimolando il suo apprendimento e la presa di coscienza delle proprie capacità.
Altre ricerche, sempre condotte in Inghilterra, rivelano che letilismo,
lintensità dei conflitti con i genitori e la mancanza di confidenza sono più
diffusi nei ragazzi che non possiedono un cane.
Numerosi Paesi utilizzano già i cani come mediatori per la reintegrazione giovanile. Le
prime esperienze sono state attuate nelle periferie difficili e in alcuni centri di
detenzione negli Stati Uniti e in Francia. Ogni volta gli organizzatori sono rimasti
sorpresi per lattenzione tutta particolare che i giovani ospiti degli istituti di
detenzione nutrivano nei confronti degli animali con i quali essi comunicavano ben più
facilmente che tra loro stessi.
Presso le persone anziane, il cane è sempre più utilizzato per combattere le situazioni
di isolamento. Ad esempio, coloro che vivono in un ricovero, debbono sopportare non solo
la separazione dai propri familiari o dagli amici, ma anche la rottura del loro quadro di
vita abituale. Oltre che ai dolori fisici, debbono adattarsi ad una situazione differente,
si sentono in uno stato di dipendenza e questo li rende più fragili sul piano
psicologico. Alcune nuove ricerche inglesi, svolte in istituti geriatrici, dimostrano che
la maggior parte dei soggetti in contatto con i cani cerca meno lisolamento, sembra
più felice ed accetta più facilmente i trattamenti terapeutici. Uno studio condotto
negli Stati Uniti ha mostrato che la presenza di cani presso le persone affette da
Alzheimer provoca addirittura una specie di risveglio nei pazienti.
I cani vivono al nostro fianco da migliaia danni e ancora ne studiamo il
comportamento: essi non finiscono mai di stupirci.
E cronaca di quasi tutti i giorni quella riportata su giornali a larga diffusione:
ad esempio, alcuni articoli riferiscono di casi di persone affette da patologie quali il
diabete che sono riuscite ad evitare, prima dellinsorgere, attacchi di ipoglicemia,
avvisate per tempo dai loro amici a quattro zampe. Quando il paziente è addormentato e
non può quindi intervenire iniettandosi linsulina necessaria per innalzare i
livelli glicemici nel sangue, che si sono abbassati allimprovviso, certi cani
riescono ad intuire, grazie ad uno sconosciuto sesto senso, il manifestarsi della crisi
ipoglicemica.
Ricordo il caso di Candy, una meticcia di 9 anni, che cominciò ad agitarsi scorrazzando
avanti ed indietro per la casa e alla fine si rintanò sotto una sedia, manifestando
atteggiamenti di grande sofferenza per avvisare di un pericolo imminente. Rammento anche
di Susie che corse senza sosta intorno alla gambe della padrona. Natt, un golden retriver
di tre anni, addirittura svegliò la padrona abbaiando e grattando con le zampe la porta
della camera da letto.
Sembra incredibile, ma è così: i nostri amici sono dotati di un particolare sistema di
allarme che li mette in condizione di riconoscere linsorgere di una crisi nella
persona a loro vicina. Quando se ne accorgono, fanno di tutto per avvertirla, anche se il
loro S.O.S. non sempre viene decodificato Non siamo ancora in grado di stabilire con
precisione attraverso quali meccanismi scatti il loro sistema dallarme. Sicuramente,
nei casi sopraindicati, il loro fiuto acutissimo riesce a percepire lodore delle
sostanze che lorganismo umano inizia ad emettere in seguito ad abbondanti
sudorazioni legate agli attacchi ipoglicemici.
In Scozia, Oliver è stato addestrato per annunciare con largo anticipo alla sua padrona
epilettica, quando sta per avere una crisi. Riesce a percepirla venti minuti prima che
accada!
Non si dimentichino, poi, gli angeli custodi dei non vedenti e degli invalidi in generale
che non solo tengono compagnia, ma costituiscono anche un reale miglioramento delle
condizioni di vita.
Naturalmente anche i cani da utilità devono essere utilizzati nel rispetto dei loro
bisogni e della loro morfologia, instaurando una relazione piuttosto che risposte per
subordinazione. Infatti il cane ha una sua dignità, un linguaggio e delle regole di
comportamento ben precise che noi dobbiamo rispettare. Non è facile, però, conoscere
queste regole di comportamento e capire questo linguaggio. Ciò tuttavia non dipende dal
cane che si propone con un codice coerente ed è anche in grado di apportarvi delle
varianti che ci consentono di comprendere meglio i suoi segnali.
Alcune volte, negli anni passati, si sono udite notizie a proposito di addestratori che
piegavano le disubbidienze canine con le cosiddette maniere forti. Sicuramente
ottenevano in questo modo solo cani macchina che si muovevano allinterno
di un campo. Grazie al Cielo, levoluzione dei professionisti del settore ha fatto
sì che oggi si pratichi uneducazione gentile che non solo rispetta il cane, ma
promuove il miglioramento sostanziale del rapporto canepadrone, valorizzando lo
spirito cooperativo. Bisogna capire che sviluppare un rapporto intimo ed affettuoso con il
cane non è una forma di debolezza, ma anzi è indice di lealtà e forza di carattere.
Spesso un uomo ed un cane, in perfetta simbiosi operativa, hanno salvato una vita grazie
ad un lavoro duro e paziente, silenzioso e prezioso, fatto di lunghe esercitazioni.
Con molto senso civico, sacrificio personale e buona volontà, gli operatori delle unità
cinofile mantengono efficienti le loro prestazioni e quelle dei propri cani con un
costante allenamento. È, infatti, importante sottolineare come i cani lavorino
allunisono, formando lormai famosa unità cinofila. E
necessario che queste unità siano in grado di svolgere il proprio lavoro su terreni erti
e rocciosi e che i conduttori conoscano bene la zona. Nellutilizzo dei cani di
Protezione Civile vanno ricercati soggetti ideali con caratteristiche uniche per la
ricerca delle persone. Non ha alcune importanza la provenienza dei quattro zampe, siano
essi meticci o cani con pedigree, non importa se sono stati acquistati o se provengono da
un canile.
Ad esempio, Peter è un trovatello del canile di Milano che è diventato un eroe. E
un cane poliziotto che ha permesso al suo conduttore di catturare e di ammanettare due
pericolosi latitanti implicati in una delle più sanguinose stragi camorristiche avvenute
in Campania. I malfattori erano nascosti così bene che nessuno degli agenti li aveva
scovati. Entrato in casa, Peter si è messo ad abbaiare ad una parete ed a un tombino,
dietro i quali sono stati trovati due nascondigli segreti. È riuscito dove una sessantina
di agenti avevano fallito.
Mi sovviene pure di Raul, un pitbull (una nonrazza molto criticata,
tanto che è stata definita potenzialmente pericolosa) in dotazione alla
Protezione Civile di Milano: Raul ha ritrovato in un paio dore una donna semisvenuta
e ha condotto presso di lei il conduttore. La storia di Raul è quella di un pitbull buono
che, con il suo esempio, sembra dare ragione a chi sostiene da sempre che il vero problema
non è costituito dai cani aggressivi, ma da chi li addestra ad esserlo. Dunque il vero
problema è costituito da chi non insegna al proprio cane come si convive con le persone e
spesso non si rende conto di trasferire al cane le proprie nevrosi.
È evidente che cani particolarmente dotati hanno la possibilità di mostrare tutta la
loro bravura alla bisogna. Vasco, un beagle di tre anni, si trovava a spasso nei boschi in
compagnia della sua padrona. Dimprovviso lanimale si allontanò, naso a terra,
per trovare in una radura una signora ottantenne che aveva avuto un malore e si era
accasciata al suolo. E pensare che i cani di razza beagle sono i prescelti da tanti
ricercatori farmaceutici per condurre sperimentazioni, vivisezioni, trattamenti chimici.
Fuori discussione è lutilità dellintervento in caso di terremoto. In
emergenza, il cane subisce uno shock fisico notevole, perciò assicurargli un riposo
tranquillo significa avere un collaboratore sempre affidabile. Un operatore dovrà
sentire, anticipare, capire ed entrare in sinergia con lanimale, senza forzarne
listinto naturale.
Gli apparecchi geografici di tipo Capson, capaci di rilevare rumori flebili quali il
battito del cuore sono usati per il ritrovamento di persone sotto le macerie, ma,
contrariamente ai cani, il loro utilizzo richiede un silenzio totale! In più questi
congegni non sono in grado di identificare persone decedute e solo il cane potrà con il
suo atteggiamento differente indicare se la vittima è viva o esanime, cosa che condiziona
la rapidità di intervento della squadra di salvataggio.
Nella realtà della catastrofe, così tanti fattori richiamano il fiuto e
lattenzione dellunità cinofila che il lavoro del cane è facilitato rispetto
alla simulazione in allenamento. Dalle macerie provengono odori umani: ad esempio, quelli
che fuoriescono da naso e bocca durante lespirazione. Questi sono influenzati dallo
stato di salute, dalletà, dalle digestione
Questa fonte odorosa si esaurisce
solitamente una mezzora dopo la morte. Altre fonti possono essere le secrezioni
cutanee sudoripare, sebacee ed endocrine: infatti non si suda solo per il caldo, ma anche
per la paura. Inoltre in alcune parti del corpo lodore emesso è più forte. Questi
odori sussistono anche subito dopo la morte proprio come la temperatura corporea, che non
cala molto velocemente, e la desquamazione della pelle.
A parte il valore affettivo del cane nei riguardi del conduttore, va considerato il fatto
che per preparare un buon cane da ricerca, occorrono un paio danni di fatica, costi
e tempo e quindi vale la pena salvaguardarli a livello sociale.
Ogni cane da utilità viene scelto in base alle sue caratteristiche morfologiche. Non
sarebbe opportuno far lavorare un cane nudo cinese sulla neve od un husky sulle spiagge
assolate in piena estate!
Si sceglierà nel primo caso un San Bernardo, che, con la diffusione degli sport
invernali, è tornato di moda (ogni anno, infatti, centinaia di sciatori vengono travolti
dalle valanghe e non muoiono tanto per lurto della massa nevosa, bensì per
soffocamento ed assideramento. Se gli infortunati potessero essere rapidamente estratti,
la loro vita sarebbe salva). Nella seconda evenienza si preferirà un terranova in grado
pure di rimorchiare una barca del peso di qualche quintale, dotato di una calma olimpica,
tenace e resistente al freddo.
Come opera un cane da valanga? Parte in auto o da un eliporto con il proprio conduttore.
La tensione iniziale è alta, perché il minimo rumore può creare dei distacchi di neve.
Il conduttore prende in braccio il suo cane e si cala, assicurato ad un cavo, se non è
possibile atterrare con lelicottero nellarea del sinistro. Lanimale
ispeziona la zona, annusa la neve, metro dopo metro, mentre gli uomini forano la neve per
mezzo di sonde. Una volta individuato il punto, lanimale inizia a scavare
freneticamente. Qual è la differenza? Un cane è in grado di lavorare due ore su
unarea di un ettaro, spazio che viene coperto da venti uomini muniti di sonde.
Quando un cane da salvataggio nautico può essere utile? Quando lunità navale non
può raggiungere una certa zona in mare, ad esempio a causa dei fondali bassi e non vi sia
la possibilità di mandare una persona, perché a bordo non sempre è presente un
sommozzatore. Un cane cimato raggiungerebbe un naufrago. La pelle del cane è
molto più robusta: il cane poi nuota praticamente in posizione orizzontale con le zampe
rivolte verso il basso, più protetto dagli spuntoni degli scogli semiaffioranti che
taglierebbero il ventre di un sub.
Dati i tempi di guerra che imperversano, come non pensare ai cani addestrati a scovare
arsenali? Buster, uno sprinter spaniel di cinque anni, in servizio nellesercito
britannico al seguito delle truppe in Irak, ha scoperto in una cavità celata da una
parete coperta da una lastra di metallo, dietro un armadio, un gran quantitativo di armi,
che 200 soldati non avevano scovato. In Afghanistan, invece, operarono Bax, Mapi e Megan
nella ricerca di bombe e di mine. Il loro compito è quello, dopo averle individuate, di
richiamare il conduttore, sedendosi od accucciandosi davanti ai pericolosi ordigni, senza
mai oltrepassarli, correndo così il rischio di morire.
Come dimenticare i cani antidroga? Tenuti al guinzaglio o liberi di esplorare sono ormai
presenti in stazioni ed aeroporti. Sovente si afferma che questi cani, per far bene il
loro lavoro ed aumentare la loro sensibilità, vengano drogati. Questo non può essere
vero, perché le sostanze chimiche li renderebbero meno concentrati e la loro ricerca
sarebbe più disordinata e pericolosa anche per chi li accompagna; il cane non potrebbe
compiere più ricerche, perché avrebbe bisogno di varie somministrazioni e non sarebbe in
grado di distinguere ogni tipo di droga, poiché bisognerebbe abituarlo a tutte.
NellAmerica del Nord cani appositamente addestrati intervengono addirittura dopo
incendi di tipo doloso per identificare i prodotti usati dallincendiario. Si può
essere sicuri che non glieli fanno bere per abituarli!
Sono anche utilizzati come rabdomanti per scoprire vene o filoni metalliferi. È
unidea nata nel 1962 in Finlandia dove un paziente allevatore riuscì ad addestrare
a questo scopo il suo pastore tedesco, Lari, che diventò il primo cane geologo del mondo.
Lanimale, messo alla prova, riuscì a trovare 1330 campioni di minerali, mentre un
geologo munito di detector riuscì a rilevarne solo 270.
Oggi sono utilizzati normalmente per scoprire giacimenti di nichel o di rame e dalla
Scandinavia ci giunge notizia che un buon cane è in grado di scoprire giacimenti sino a
15 metri di profondità.
Sebbene la ricerca dei tartufi si svolga da vari secoli, il cane viene utilizzato solo da
settantanni, anche se ne abbiamo menzione storica sin dal 1776. E sempre
stato, e lo è tuttora, utilizzato il maiale, ma ha il grande difetto di amare il gusto
del tubero e di farne uno spuntino! I cani che sono destinati a questo lavoro devono avere
una buona resistenza, perché cercano in inverno quotidianamente per 5 o 6 ore anche su
terreni ghiacciati.
Per concludere, vorrei soffermarmi sui cani da cinema e da spettacolo. Jack London in un
suo famoso libro Michele, cane da circo, descrive con parole spaventose i
metodi dei domatori danimali. Si doma con violenza e paura; si addestra con amore.
Il pericolo principale è che la meravigliosa macchina del cinema crea desiderio. Quanti
sono i cani che si chiamano Rex? Chi non ha mai visto almeno un episodio di Lassie? Chi
non ha mai desiderato un cane come Rintintin? Quante volte abbiamo visto i bambini con il
viso appiccicato alle vetrine dei rivenditori di deliziosi dalmati?
La moda finirà ancora una volta per riempire i canili municipali ed i rifugi per randagi
di splendidi esemplari abbandonati da padroni sconsiderati ed impulsivi. Quei cani che,
sullo schermo, si comportano come perfetti conoscitori del bon ton canino, una volta
acquistati appariranno nella loro cruda realtà. La stessa Glenn Close dopo aver girato
La carica dei 101 si è interessata al problema degli abbandoni, dimostrando
che questo pericolo è diffuso in molti Paesi europei dove il pet, lanimale da
compagnia, è ancora considerato un bene di consumo, un oggetto di moda e quindi
lassoluta priorità di chi lo acquista. Anche se in questi paesi esistono leggi ad
hoc, è difficile farle applicare, perché manca una vera educazione al rispetto del cane.
Termino questa breve disquisizione, sperando di essere stata esaustiva nel vantare le
qualità dei nostri amici a quattro zampe.
Grazie di avermi ascoltato.
Nota: il testo sopra riportato è la relazione di una conferenza, di cui mantiene il tono
informale e lo stile conversevole.
©
Alessandra Cerri
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