Nella sala di Ercole, in Palazzo Vecchio, a Firenze si può ammirare un dipinto di incerta
paternità, raffigurante la Madonna col Bambino e San Giovannino. Lopera è stata
attribuita a Jacopo del Sellaio (Firenze, 1442-1493), allievo di Filippo Lippi, ma anche a
Sebastiano Mainardi (San Gimignano, Siena, 1466- Firenze 1513), pittore appartenente alla
cerchia di Domenico Ghirlandaio.
Il quadro, dalliconografia convenzionale, rappresenta la Vergine inginocchiata ed a
mani giunte, in atto di contemplare, con amabile sguardo, il Bambino Gesù adagiato su un
prato fiorito. Sulla sinistra S. Giovannino abbraccia un po goffamente il
Bambinello. Sullo sfondo si slarga un luminoso ed ameno paesaggio con verdi colline dal
dolce profilo sfiorate dal cielo che, da una tonalità di bianco avorio, trapassa più in
alto nel celeste e nel glauco. Il cielo attira lattenzione dello spettatore per due
motivi: sulla sinistra, per chi guarda, brilla la stella della Natività insieme con tre
fiammelle doro. Queste tre fiammelle sono da ricondurre alla religiosità
devozionale tipica dellarte bizantina: in molte icone, infatti, sul velo azzurro
della Madre di Gesù sono effigiati tre raggi o tre astri che simboleggiano la triplice
virginità della Madonna, prima, durante e dopo il parto. Il quadro perciò si inserisce
nel contesto culturale della Firenze che risente, sotto il profilo teologico,
linflusso del Savonarola, con la sua veemente predicazione volta a censurare il
paganesimo strisciante peculiare del milieu neoplatonico.

Laspetto singolare che ha reso questopera, di modesta fattura e di stile
piuttosto anodino, relativamente famosa è un altro: la parte di destra in cui è
effigiato un uomo, un pastore, che osserva un oggetto nel cielo, ma avendo cura di
proteggere con la mano gli occhi dalla luce fulgida. Vicino alluomo, un cane abbaia
contro quello strano ordigno volante, dalla sagoma oblunga color grigio piombo e
contornata di raggi giallo-dorati. Loggetto appare composto di due parti: un corpo
principale e, al di sopra, una calotta. Il tutto ricorda un classico UFO: infatti alcuni
ricercatori hanno creduto di vedere in quelloggetto, che si libra obliquo
nellaria, unaeronave. Linterpretazione ufologica di questo elemento è
stata, invece, contestata da molti storici dellarte che hanno liquidato la
questione, parlando di macchia o di nuvola.
Queste frettolose interpretazioni non convincono per due motivi: innanzi tutto, la
nuvola, sottoposta a vari filtraggi con gli appositi strumenti informatici,
rivela una struttura solida e tridimensionale che mal sadatta ad una nube
evanescente. In secondo luogo, il pastore ed il cane costituiscono un brano incongruo
allinterno del soggetto improntato ad unatmosfera di serena contemplazione:
luomo sembra scrutare incuriosito e un po inquieto lapparizione celeste,
mentre lanimale latra allarmato, come se vedesse in quel disco raggiante un
pericolo. È noto che i cani, come molti altri animali, avvertono istintivamente rischi ed
insidie, da cui mettono o cercano di mettere in guardia le persone. Inoltre essi sembrano
avere un sesto senso per tutto ciò che è inusuale. Ecco perché il cane che abbaia,
dipinto dallartista rinascimentale, più di tante altre considerazioni, ci fa capire
che loggetto che evoluisce nel cielo possiede in ogni modo qualcosa di anomalo, di
misterioso.
Fonti:
D. Cuoghi, Sacre intelligenze e luci nascoste, articolo contenuto nella rivista Area 51,
n. 1, ottobre 2005
R. Pinotti, Un UFO dipinto nel XV secolo?, articolo incluso nella pubblicazione Il
giornale dei misteri, n. 214. Lautore così si esprime a proposito del tema in
esame: Lanomalia fu notata per puro caso nel corso di una visita in Palazzo
Vecchio a Firenze, nel Salone di Saturno, da un giovane architetto italiano, Daniele
Bedini. Osservandola, nella sua porzione superiore destra, egli poté notare con chiarezza
la presenza, nel cielo, di un oggetto volante plumbeo e ovoidale, apparentemente in
movimento. Come Bedini stesso sottolinea, il movimento di tale corpo «è chiaro e
presumibile per la presenza di raggi luminosi (di colore giallo oro) tutt'intorno
all'oggetto, che quasi ne suggeriscono anche la direzione; fattori, questi, che sono in
netto contrasto con la completa staticità delle figure e del paesaggio dello
sfondo»
«L'oggetto», suggerisce Daniele Bedini, «viene anche osservato da un
pastore, posto a destra rispetto alla Madonna, raffigurato dal pittore con la mano destra
sulla fronte in chiaro atteggiamento di attenzione e perfino dal suo cane che al passare
dell'oggetto abbaia in maniera molto evidente, proprio come è accaduto in moltissimi casi
di avvistamenti ufologici attuali».
In effetti, l'oggetto misterioso è all'origine di reazioni sia sull'uomo sia
sullanimale della scena istoriata sullo sfondo e nessuna spiegazione convenzionale
sembra darne una ragione possibile. Si tratta di un vero enigma che deve ancora essere
risolto.
D. Volterri, Narrano antiche cronache, Roma, 2002
Enciclopedia dellarte, Milano, 2002 s.v. Mainardi Sebastiano e Jacopo del Sellaio
© Antonio Marcianò
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